L'americano Vance Packard, illustre insegnante di giornalismo, coniò negli anni Cinquanta l'espressione «persuasori occulti». Egli la appioppava ai pubblicitari che, mediante il loro subdolo potere, tentavano già allora di manipolare i comportamenti di massa.
L'iniziativa «per un'effettiva libertà di scelta della scuola» e il relativo controprogetto granconsigliare ne sono un esempio significativo: uno specchietto per le allodole. L'aiuto statale scolastico alle famiglie bisognose, che esiste e funziona già ora, proclamato dai promotori dei due oggetti in votazione, è solo il pretesto per far digerire al popolo il sussidio indiscriminato alla scuola privata e quindi anche ai benestanti, ai ricchi; e ciò è scandaloso. La scelta della doppia effigie di Stefano Franscini come emblema della campagna pubblicitaria per il suo finanziamento è la mistificazione più turpe e rivelatrice della spudoratezza dei «persuasori occulti» nostrani. Stefano Franscini è infatti il padre della scuola pubblica del Cantone e si sarà certo rivoltato nella tomba. Servirsi di lui per propagandare la sovvenzione alla scuola privata, contro cui si è strenuamente battuto, supera ogni immaginazione e non è solo indice di cattivo gusto, è una vera e propria «oregiatada». Sarebbe come scegliere il Cristo crocifisso quale «testimonial» per l'inaugurazione di una bisca-bordello o di un laboratorio che produce e spaccia eroina: un'azione blasfema!
Non riprendo qui gli innumerevoli motivi espressi da molte personalità per respingere le due proposte in votazione il 18 febbraio prossimo. Mi limito a un'osservazione qualora malauguratamente uscisse dall'urna un sì: in futuro, per mezzo dei sussidi statali (di tutti), le scuole private (oggi poche) e settarie di ogni tendenza prolifererebbero e sarebbero fonte di disgregazione sociale, con conseguenze nefaste per il nostro Paese. Difendiamo, potenziamo, miglioriamo la scuola pubblica che, nonostante i suoi difetti (ma le scuole private non ne hanno?), promuove e attua da sempre (compito indispensabile) l'integrazione fra autoctoni e forestieri, ricchi e poveri, nobili e plebei, cristiani e gentili.
Chi vuole la scuola a sua immagine e somiglianza, la paghi completamente di tasca propria!
Spero che molti ticinesi aprano gli occhi e affossino con due chiari no sia l'iniziativa sia il controprogetto per il finanziamento della scuola privata. Packard suggeriva ai «consumatori» di rivolgersi ai tribunali nei casi di imbonimento sleale. Una domanda: è possibile denunciare penalmente, con probabilità di successo, i «persuasori occulti», responsabili della campagna pubblicitaria «pro sacocia», per appropriazione indebita, per uso fraudolento, mendace, sacrilego dell'immagine e della persona di Stefano Franscini, uno degli uomini più grandi che il Ticino ha avuto?