ASSOCIAZIONE PER LA SCUOLA PUBBLICA DEL CANTONE E DEI COMUNI IN TICINO


Contributo di solidarietà e ricchezza


Autunno 2004: si discute del Preventivo 2005. Le finanze sono allo sfascio… il canton Ticino sta affondando sotto i debiti… così non si può più andare avanti, lasceremo uno Stato indebitato ai nostri fi­gli e ai nostri nipoti… Lo spauracchio funziona: si parla di “sim­metria dei sacrifici”, anzi per farcela digerire ecco che si aumenta – solo un pochino e transitoriamente – l’imposta sull’utile e il capita­le delle persone giuridiche, ma contemporaneamente ai dipendenti dello Stato e ai docenti si chiede un ulteriore contributo di solida­rietà!
Già, ulteriore, perché negli anni precedenti si erano susseguiti ta­gli al salario: già si erano visti i contributi di solidarietà, ma anche il blocco degli scatti di anzianità, il mancato riconoscimento (o il riconoscimento solo parziale) del carovita e, per i nuovi assunti, uno stipendio iniziale di due classi inferiore a quello previsto per la funzione… tutte misure limitate nel tempo si diceva, e infatti sono tagli “che vanno e vengono” da parecchi anni, ma il loro effetto non sarà mai recuperato: i soldi persi non ce li rende nessuno… Chi ha fatto i calcoli afferma che, cumulando tutte le misure, me­diamente i dipendenti pubblici hanno perso circa il 10% del loro sa­lario! E intanto la capa del Dipartimento economia, attraverso la storiella della mamma che cerca un “vero” lavoro per il figlio, con­tinua a buttare fango sui dipendenti pubblici.
Senza dimenticare un’altra misura che ha colpito gli insegnanti cantonali – “finanziariamente indolore” è stata definita – ma che ha influito moltissimo sul sentire dei docenti, e non solo di quelli cantonali, perché ha dato la misura di quanto poco fossero conside­rati la loro professionalità, l’onere che l’insegnamento comporta, il loro impegno, l’importanza del loro compito per la società tutta: l’aumento di un’ora di insegnamento settimanale!
Inverno 2006/07: pochi giorni fa Gabriele Gendotti comunica che la buona congiuntura porterà a un consuntivo di molto migliore a quanto previsto e che il disavanzo è di 70 milioni inferiore a quan­to preventivato.
Inoltre alcuni economisti (complimenti a Daniele Besomi!) han­no cercato di svelare l’arcano della Npf, la nuova perequazione fi­nanziaria, dalla quale risulta che il Ticino dovrebbe essere un can­tone che versa soldi agli altri: ciò significa che è ricco. La ricchezza, chi l’ha vista?
Ma allora come mai il Ticino figura all’ultimo posto per quanto riguarda il confronto intercantonale fra i salari del settore pubbli­co e degli insegnanti, come risulta da un recente comunicato del­l’Ufficio federale di statistica?
E come mai si continua a prelevare il contributo di solidarietà sui salari dei pubblici dipendenti e dei docenti e lo si vuol fare an­che il prossimo anno?